nenhum desejo, nessun desiderio…
Nenhum desejo para abrir minha boca
Que deveria cantar?
Eu, que sou odiada pela vida
Não há nenhuma diferença
entre cantar e não cantar
Porque deveria falar de doçura?
Quando sinto amargura
A opressão se deleita
Bateu em minha boca
Nao tenho companheiro na vida
A quem posso ser doce?
Não há nenhuma diferença entre
falar, rir
Morrer, existir
Somente eu e minha forçada solidão
Junto ao desprazer e à tristeza
Nasci para o nada
Minha boca deveria ser
selada
Oh! meu coração, tu sabes, é a
nascente
E o tempo de celebrar
Que deverei fazer com uma asa bloqueada?
Que nao me permite voar
Silenciei tempo demais
Mas não esqueci a melodia
Porque a cada instante sussurro as
canções de meu coração
Recordando a mim mesma o dia
Em que romperei a gaiola
Para voar embora desta solidão
E cantar como uma pessoa
melancólica
Não sou um frágil choupo
sacudido pelo vento
Sou uma mulher afegã
E a (minha) sensibilidade me leva
a me lamentar.
Nessun desiderio per aprire la mia bocca.
Che cosa dovrei cantare?
Io, che sono odiata dalla vita.
Non c’è nessuna differenza
tra cantare e non cantare.
Perché dovrei parlare di dolcezza?
Quando sento l’amarezza.
L’oppressore si diletta.
Ha battuto la mia bocca.
Non ho un compagno nella vita.
Per chi posso essere dolce?
Non c’è nessuna differenza tra
parlare, ridere,
Morire, esistere.
Soltanto io e la mia forzata solitudine
Insieme al dispiacere e alla tristezza.
Sono nata per il nulla.
La mia bocca dovrebbe essere
sigillata.
Oh, il mio cuore, lo sapete, è la
sorgente.
E il tempo per celebrare.
Cosa dovrei fare con un’ala bloccata?
Che non mi permette di volare.
Sono stata silenziosa troppo a lungo.
Ma non ho dimenticato la melodia,
Perché ogni istante bisbiglio le
canzoni del mio cuore
Ricordando a me stessa il giorno in
cui romperò la gabbia
Per volare via da questa solitudine
E cantare come una persona
malinconica.
Io non sono un debole pioppo
scosso dal vento
Io sono una donna afgana
E la (mia) sensibilità mi porta a
lamentarmi.
Nadia Anjuman – poeta afegã traduzida para o português (do persa intermediado pelo italiano) por Berenice Sica Lamas.